Tra Brasile e Italia: Come scelgo gli artisti di Casa Pitanga

Una delle cose che mi chiedono spesso è come faccio a trovare tutti gli artisti che fanno parte di Casa Pitanga.

La verità è che non esiste una formula precisa. È una ricerca continua.

Una ricerca che faccio ogni giorno, da Milano, con il Brasile sempre nel cuore e sempre aperto sul computer.

Passo tantissimo tempo a cercare. Cerco online, sui social, attraverso altre artiste, designer, atelier, mostre, eventi. Una scoperta porta a un’altra, una persona mi fa conoscere un altro creativo, una collezione mi apre una nuova strada. È un processo molto naturale.

A volte trovo un artista mentre sto cercando tutt’altro.
A volte è lui che trova me.

E spesso le cose più belle nascono proprio così.

Quello che cerco non è mai semplicemente un prodotto.

Cerco autenticità. Cerco qualcosa che non trovo qui.Cerco persone che abbiano una propria voce.

Mi piacciono i lavori che raccontano una storia, che hanno carattere, identità e una ricerca dietro.

Non mi interessa seguire le tendenze. Mi interessa scoprire chi sta creando qualcosa di veramente personale.

Forse è anche per questo che in Casa Pitanga convivono artisti così diversi tra loro.

C’è chi lavora il metallo, chi il cocco di piaçava, chi la ceramica, chi il tessuto, chi il legno, chi la resina.

Ci sono linguaggi completamente diversi. Eppure insieme funzionano.

Perché quello che li unisce non è il materiale. È l’autenticità.

Mi piace mostrare che la gioielleria contemporanea non ha limiti. Che possono esistere tanti modi diversi di creare. Che stili diversi possono dialogare tra loro. Che un gioiello in ceramica possa convivere accanto a uno in alluminio, a uno in cocco di piaçava o a uno realizzato con materiali recuperati.

E che ognuno possa trovare qualcosa che lo rappresenta. Perché non esiste un solo modo di indossare un gioiello. Così come non esiste un solo modo di essere.

Almeno una volta all’anno torno in Brasile.E quella è sempre una delle parti più belle del mio lavoro.

Partecipo a fiere, visito atelier, incontro gli artisti, vedo da vicino come lavorano e come nascono le loro creazioni.

Quando posso, mi piace conoscere ogni artista di persona. Entrare nel loro spazio creativo. Osservare i materiali. Ascoltare le loro storie. Capire cosa c’è dietro ogni pezzo.Per me è importante.

Perché Casa Pitanga nasce proprio dalle relazioni.

Tutti gli artisti partner di Casa Pitanga vivono e lavorano in Brasile.

E negli anni ho imparato che si può essere molto vicini anche a distanza.

Ci sentiamo continuamente. Parliamo di nuove collezioni, di idee, di progetti futuri.

Con alcuni di loro sviluppiamo anche collezioni esclusive per Casa Pitanga, pensate appositamente per il nostro mondo e per le persone che lo scelgono.

Sono progetti che nascono dal dialogo, dalla fiducia costruita nel tempo e da una visione condivisa.

Mi piace partecipare al processo creativo. Dare suggerimenti. Condividere quello che vedo qui in Italia. Raccontare cosa cercano le clienti. Proporre nuove idee, nuove forme, nuovi colori. E devo ammettere che è una delle cose che mi diverte di più.

Mi emoziona vedere un’idea nascere da una conversazione e trasformarsi poi in un gioiello. Forse è proprio questo il lato di Casa Pitanga che si vede meno.

Dietro ogni pezzo che arriva in negozio o sul sito ci sono mesi di ricerca, incontri, telefonate, messaggi, videochiamate, viaggi, scoperte e relazioni costruite nel tempo.

Casa Pitanga non è una selezione fatta da un catalogo.

È una raccolta di persone. Di storie. Di talenti. Di creatività brasiliana. E la ricerca continua.

Ogni giorno.


Quando un cocco diventa un gioiello

Ci sono materiali che siamo abituati a considerare preziosi.

L’oro. L’argento. Le pietre.

E poi ci sono materiali che fanno parte della vita quotidiana e che raramente immaginiamo trasformati in un gioiello.

Uno di questi è il cocco di piaçava.

Quando ho scoperto per la prima volta il lavoro di Atitocou, una delle cose che mi ha colpito di più è stata proprio questa capacità: guardare un materiale comune con occhi completamente diversi.

Vedere una possibilità dove gli altri vedono semplicemente una materia prima. E trasformarla in qualcosa di sorprendente.

La piaçava è una palma tipica del Brasile, particolarmente diffusa nello stato di Bahia. Per anni le sue fibre sono state utilizzate nella vita di tutti i giorni per realizzare scope, corde, coperture per tetti e oggetti destinati al lavoro e alla casa.

È un materiale profondamente legato alla cultura brasiliana, soprattutto nelle comunità che vivono a stretto contatto con la natura e che da generazioni conoscono il valore di ogni parte della pianta.

Quello che mi affascina è che il cocco di piaçava non era mai stato considerato un materiale prezioso. Era semplicemente lì.Parte del paesaggio. Parte della quotidianità. Parte della storia di un territorio.

Poi arrivano la creatività, la ricerca e le mani giuste. Le designer Carla de Carvalho e Maíra Rodrigues, fondatrici di Atitocou, hanno scelto di guardare questo materiale in modo diverso.

Hanno iniziato a studiarlo, lavorarlo, tagliarlo, levigarlo e sperimentarlo. Hanno osservato le sue texture naturali, le sue sfumature scure, le sue forme irregolari e hanno visto qualcosa che forse nessuno aveva visto prima: la possibilità di trasformarlo in un gioiello contemporaneo.

Ed è proprio questo che amo della gioielleria contemporanea. La capacità di cambiare il nostro sguardo sulle cose. Di prendere un materiale che esiste da sempre e attribuirgli un nuovo significato.

Non perché diventi più prezioso in senso tradizionale, ma perché qualcuno ha saputo riconoscerne la bellezza.


Cosa è la gioielleria contemporanea?

Quando ho creato Casa Pitanga, una delle cose che desideravo di più era portare in Italia qualcosa che conoscevo e amavo profondamente, ma che qui vedevo ancora poco: la gioielleria contemporanea brasiliana.

Prima di entrare in questo mondo, anche per me la parola “gioiello” aveva un significato molto preciso. Pensavo all’oro, all’argento, alle pietre preziose. Pensavo soprattutto al valore del materiale, poi ho scoperto che esisteva un altro modo di intendere il gioiello.

Un modo più libero, un modo in cui il valore non è determinato solo dalla materia, ma dall’idea, dalla ricerca, dal processo creativo e dalla storia che ogni pezzo porta con sé. Perché sì, sono gioielli, ma forse non quelli che siamo abituati a immaginare.

La gioielleria contemporanea mi ha insegnato che un gioiello può nascere da un pezzo di legno, da una fibra naturale, da un frammento di ceramica, da un tessuto, da un materiale recuperato o da qualcosa che normalmente non considereremmo prezioso.

Eppure diventare prezioso. Per il tempo che richiede.Per il pensiero che c’è dietro. Per la mano che lo crea. Per la storia che racconta.

È proprio questo che mi ha fatto innamorare della gioielleria contemporanea. E ancora di più di quella brasiliana.

Il Brasile è un paese immenso. Un luogo fatto di contrasti, colori, culture, tradizioni e influenze diverse che convivono insieme. E questa ricchezza si riflette anche nel modo di creare.

Quando ho iniziato a conoscere il mondo della gioielleria contemporanea brasiliana, ho scoperto artisti che lavoravano il cocco di piaçava come fosse una pietra preziosa. Designer che trasformavano materiali di recupero in gioielli. Artigiane che ricamavano ceramica e legno a mano. Persone che sperimentavano senza paura, seguendo il proprio linguaggio e la propria visione.

Ed è stata una scoperta meravigliosa perché ogni artista aveva una voce diversa. Non esisteva un modo giusto o sbagliato di creare, esisteva soltanto la libertà di esprimersi. E forse è proprio questo che continua a emozionarmi ancora oggi…

Dietro ogni creazione che trovi da Casa Pitanga non c’è una produzione anonima.

C’è una persona.
C’è una storia.
Ci sono anni di ricerca.
Ci sono errori, esperimenti, tentativi e scoperte.
Ci sono mani che lavorano, materiali che si trasformano e idee che prendono forma.

Quando scelgo un nuovo artista per Casa Pitanga non guardo mai soltanto il risultato finale. Mi interessa capire chi c’è dietro. Voglio conoscere la sua storia, il suo percorso, i materiali che utilizza, il motivo per cui crea in quel modo. Credo che siano proprio questi dettagli a rendere speciale un gioiello.

Così è nata Casa Pitanga. Con il desiderio di creare un ponte tra Brasile e Italia, di raccontare il lavoro di artisti straordinari, di dare spazio a una gioielleria che parla di persone prima ancora che di oggetti.

Oggi, ogni volta che qualcuno entra nella Casa di Casa Pitanga o scopre il nostro mondo online, spero di riuscire a trasmettere almeno una parte di questa emozione.

Perché per me un gioiello non è mai soltanto qualcosa da indossare.

È una storia.
Un incontro.
Un pezzo di mondo.

Ed è proprio questo il motivo per cui continuo a innamorarmene ogni giorno.